De Vecchi: la marcia di Roma doveva farsi ad agosto
Se le cose fossero andate così sarebbe davvero clamoroso. A parlarne non è uno storico qualsiasi ma uno studioso di grande livello come Eugenio Di Rienzo, che nel secondo fascicolo di quest’anno del quadrimestrale <Nuova rivista storica> analizza un documento finora inedito. Si tratta del memoriale che il quadrumviro Cesare de Vecchi di Val Cismon scrisse in terza persona durante il 1946 e che presentò al processo cui fu sottoposto nel novembre dell’anno successivo alla seconda sezione della Corte d’assise speciale di Roma. De Vecchi doveva difendersi dall’accusa di essere stato uno dei quadrumviri, uno dei leader del colpo di Stato del 22 ottobre 1922, insomma della cosiddetta <marcia su Roma>.
La tesi difensiva di de Vecchi era semplice e lineare: egli, a suo dire evitò la sanguinosa e vera Marcia su Roma che avrebbe dovuto verificarsi ai primi d’agosto, come reazione del Partito nazionale fascista allo sciopero legalitario organizzato dalle confederazioni sindacali nel luglio 1922. La disposizione del segretario del Pnf, di cui de Vecchi era venuto a conoscenza, impartiva a tutti i Fasci <l’ordine rivoluzonario che imponeva l’attacco contro le istituzioni dello Stato, il disarmo improssivo e violento delle stazioni isolate dei Carabinieri, la marcia successiva sulle città e quant’altro di stile, natura e sistema caratteristico dell’antico armamentario rosso e dell’antica pratica fatta da Mussolini>. Continua a leggere…
ROBERTO FARINACCI, IL RAS DI CREMONA
Isernia 1892 – Vimercate (MI) 1945
Figlio di un commissario di polizia, e telegrafista nelle ferrovie, inizia l’attività politica dell’interventismo durante la prima guerra mondiale. Durante il conflitto è corrispondente da Cremona del “Popolo d’Italia” e partecipa ad azioni violente contro pacifisti, cattolici e socialisti. In guerra dalla fine del 1915 al 1917, diventa caporale e ottiene una croce al merito. All’inizio del 1919 rompe con i socialriformisti e il 23 marzo prende parte alla riunione con cui vengono fondati i Fasci di combattimento. Diviene esponente di punta dello squadrismo più aggressivo. Si laurea in giurisprudenza, diventa avvocato, fonda il giornale Cemona Nuova e come capo delle squadre locali fà di Cremona un suo feudo e ne assume con la forza la carica di sindaco. Continua a leggere…
ENRICO DE NICOLA
(Napoli 1877 – Torre del Greco, Napoli, 1959).
Avvocato, nel 1909 è eletto deputato ad Afragola battendo il candidato giolittiano. Rieletto nel 1913 e nel 1919, si avvicina a Giolitti, che promuove la sua elezione nel 1921 a presidente della Camera. Nello stesso anno si fa mediatore del patto di pacificazione sottoscritto tra socialisti e fascisti. Nel 1924 vien incluso nel “listone” fascista, ma alla vigilia del voto dichiara di ritirarsi dalle elezioni. Ugualmente eletto, decide di dimettersi coerentemente con quanto annunciato . Dal 1929 è senatore del regno in quanto ex presidente della Camera, ma non partecpa ai lavori parlamentari ( eccezion fatta per il voto ai Patti Lateranensi). Continua a leggere…

