MAGISTRA VITAE

pensieri sulla storia dell’uomo

La resistenza e la “svolta” di Salerno. Togliatti e Stalin

Sul fatto che la gran parte della brigate partigiane comuniste volessero dare alla resistenza un ‘impostazione rivoluzionaria che avrebbe dovuto condurle alla dittatura del proletariato esiste un’ampia letteratura storiografica e persino gli storici di sinistra ( a questo proposito bastino i saggi pur lacunosi per altri aspetti di Paolo Spriano, Intervista sulla storia del PCI, edito da Laterza 1979 e quello di Aurelio Lepre , la svolta di Salerno da Editori Riuniti 1966) lo riconoscono da tempo . Più recenti indagine storiche ci hanno chiarito invece le motivazioni che indussero Togliatti, tornato in Italia da Mosca nell’aprile del 44, a frenare questo desiderio rivoluzionario dei partigiani con la c.d “svolta di Salerno” in cui annunciava l’entrata del PCI nel quadro costituzionale con il contestuale appoggio del governo monarchico di Badoglio. Togliatti era ritornato da Mosca dove era informato molto meglio dei partigiani italiani della situazione internazionale che si andava evolvendo, del fatto che l’Italia nel quadro della divisione per blocchi che sia andava riproducendo e che l’Italia sarebbe entrata a far parte della zona di influenza occidentale. Dunque era cosciente che qualsiasi tentativo di rivoluzione comunista era destinata all’insuccesso e che doveva essere frenato, pena il rischio di perdita da parte comunisti di qualsiasi ruolo politico nell’Italia della ricostruzione. In questo senso l’avallo di Stalin all’inserimento del PCI nel quadro costituzionale concretizzatasi con la svolta di Salerno testimonia anche della doppia fedeltà ( al governo italiano e ai comunisti russi) cui Togliatti doveva sottostare e si spiega anche con la necessità per il Migliore di dover piegare qualsiasi strategia autonoma alle esigenze internazionali della Russia ( non dimentichiamoci che al momento della svolta nell’aprile del 44 l’alleanza con Churchill e Roosevelt era ancora operante e che Stalin ne aveva ncora parecchio bisogno). La preventiva concertazione tra Stalin e Togliatti è ulteriormente confermata dal fatto che un mese prima della svolta nel marzo del 44 l’Unione Sovietica riconobbe il governo di Badoglio ( vedi il saggio di Elena Aga Rossi e Victor Zaslavsky, Stalin e Togliatti , da IL Mulino, 1977). Ovviamente i partigiani non erano a conoscenza di queste trame diplomatiche e pensavano che l’atteggiamento di Togliatti fosse interlocutorio e che sarebbe seguito l’ordine insurrezionale e quando dopo la Liberazione non venne l’ordine di passare alla successiva fase rivoluzionaria del conflitto la delusione fu diffusa e i comportamenti tenuti differenti: una parte delle brigate partigiane nascose le armi nella speranza che l’ordine insurrezionale arrivasse, altri non si arresero all’evidenza e procedettero a quelle violenze, rese dei conti ed eliminazioni fisiche di ex repubblichini, preti e di partigiani non comunisti descritteci dai libri della Storia d’Italia di Montanelli, del Sangue dei Vinti di Gianpaolo Pansa , Luciano Garibaldi (I giusti del 25 aprile. Chi uccise i partigiani eroi, Ares ) e da altri saggisti.

Che la svolta moderata di Togliatti non fosse il frutto di una decisione autonoma ma sia avvenuta su forte pressione di Stalin è confermato da altri documenti che l’opera di ricerca negli archivi dell’ex URSS diAga Rossi e Zaslavsky, ha consentito di far conoscere al grande pubblico. si tratta di due scritti di Togliatti del gennaio e febbraio 1944 destinati ai compagni italiani ( previa visione e verifica da parte di Molotov) in cui viene raccomandato di opporsi al governo Badoglio e a qualsaisi governo monarchico. Poi c’è l’incontro del marzo 1944 tra Stalin e Togliatti riportatoci dal leader comunista bulgaro in esilio Dimitrov nel suo diario, (pubblicato da Einaudi nel2002) in cui Stalin dice a Togliatti che la posizione antimonarchico e di opposizione al governo Badoglio deve essere momentaneamente abbandonata. Un mese dopo avverrà la c.d svolta di Salerno.
per un quadro riassuntivo si può leggere anche il saggio riassuntivo di Simona Colarizi nel vol 23 della Storia d’Italia UTET

interessante anche la lettura delle relazioni del V° congresso del PCI pubblicate da Editori Riuniti e in cui si registrano proprio questa difficolltà della dirigenza del partito nel far digerire alla propria base la svolta moderata.

Aprile 20, 2008 - Pubblicato da umanesimo | Storia d'Italia, resistenza italiana, seconda guerra mondiale | , , , , , , , , , , , , , , | Nessun Commento

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