ENRICO DE NICOLA
(Napoli 1877 – Torre del Greco, Napoli, 1959).
Avvocato, nel 1909 è eletto deputato ad Afragola battendo il candidato giolittiano. Rieletto nel 1913 e nel 1919, si avvicina a Giolitti, che promuove la sua elezione nel 1921 a presidente della Camera. Nello stesso anno si fa mediatore del patto di pacificazione sottoscritto tra socialisti e fascisti. Nel 1924 vien incluso nel “listone” fascista, ma alla vigilia del voto dichiara di ritirarsi dalle elezioni. Ugualmente eletto, decide di dimettersi coerentemente con quanto annunciato . Dal 1929 è senatore del regno in quanto ex presidente della Camera, ma non partecpa ai lavori parlamentari ( eccezion fatta per il voto ai Patti Lateranensi). Nel 1944 è colui che invita Vittorio Emanuele III a ritirarsi e a designare come luogotenente del regno il figlio Umberto: è lui infatti ad ideare l’istituto della luogotenenza cone soluzione provvisoria alla questione monarchica. Il 28 giugno 1946 è eletto capo provvisorio dello Stato dall’Assemblea Costituente: meridionale e monarchico si opta per lui nel tentativo di superare la lacerazione del paese seguita al referendum. Nell’incarico mostra uno stile assai sobrio e appartato. Nell’aprile 1951 è nominato senatore a vita, carica da cui si dimette nel giugno 1952 in polemica con la maggioranza di governo. é il primo presidente della Corte costituzionale fino al marzo 1957, quando si dimette dalla carica
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